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#fashionpills: Accessori più trend dell’estate 2019

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Sta arrivando l’estate e non vediamo l’ora di toglierci le felpe, i maglioni pesanti ed i giubbotti per indossare i nostri bikini ed i nostri vestitini svolazzanti.

Come ogni anno, stanno nascendo gli ultimi trend che saranno poi i pezzi icona nei mesi a seguire. Quest’articolo si focalizzerà sugli accessori da non farsi scappare, in base alle ultime novità del momento sui social.

Prima di iniziare, voglio precisare che alcuni prodotti, benché siano di moda, non valorizzano proprio tutte le fisicità e le carnagioni. Proprio per questo, da buona Personal Shopper, vi invito a scegliere bene gli accessori che comporranno il vostro outfit.

Marsupio

Non possiamo iniziare la stagione estiva senza marsupio! Qui vediamo la versione abbastanza sportiva di Balenciaga anche su un outfit che tanto sportivo non è, posizionato come se fosse una tracolla.

Per non rinunciare all’eleganza, Chanel realizza la sua versione in pelle d’agnello. Incantevole! In questa foto, lo vediamo legato in vita per risaltare la parte più stretta del busto. Per il colore, sbizzarritevi! Basta che sia un marsupio 😉

Gioielleria dorata

Riempirsi l’orecchio di cerchietti di varie lunghezze è ormai una moda da qualche anno, ma quest’estate troveremo la variante oro molto più di quella argento.

Mi raccomando, questa tonalità non sta bene a tutte le carnagioni. Prima di indossare la gioielleria di questo colore, prima dovete capire se appartenete alle tonalità fredde o calde. Nel caso siate fredde, per favore indossate la variante argento! 🤭

Occhiali da sole

Quest’estate troverete degli occhiali da sole con lenti assai particolari. Le montature diventano molto fini e quasi inesistenti, mentre le lenti saranno colorate e trasparenti. Diciamo che questa tipologia di occhiale assomiglia molto ad un plexiglass.

Ritornano le montature enormi con taglio anni 70/80. Le colorazioni variano dalle tonalità pastello a quelle neon, ma sempre trasparenti. Guai scegliere la lente a specchio o opaca.. ormai è out.

Mollette per capelli

Per rimanere in tema “mix anni 90&70”, tornano le mollette! Ve le ricordate? Me le ricordo anche all’inizio del 2000.

Trend che era in voga tra le ragazzine, ora è un accessorio per le celebrity. Per Versace, in versione dorata da abbinare agli orecchini che trovate nel capitolo precedente.

Pronti a cambiare il vostro Outfit ? Vi piacciono questi nuovi accessori?

Sicurante sono degli oggetti particolari e difficili da abbinare senza risultare too much.

Se avete bisogno di qualche consiglio, non esitate a scrivermi in privato.

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Il Karlismo

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Vi voglio parlare dell’uomo che mi ha fatto innamorare della moda, colui che non ha “solo” diretto quelle maison più influenti del mondo, ma che ha creato una vera e propria filosofia attorno al suo personaggio.

Ve lo introduco con una sua biografia: KARL LAGERFELD.

Figlio di Elizabeth, violinista, e Christian Lagerfeld, ricco industriale di Amburgo, emigra con la madre a Parigi nel 1953, dove termina gli studi secondari, specializzandosi in storia. Autodidatta della moda, due anni dopo l’arrivo a Parigi vince un concorso dell’International Wool Secretariat (quello che oggi si chiama International Woolmark Prize) ex aequo con Yves Saint Laurent. Tra le prime esperienze quella con Pierre Balmain nel suo atelier di haute couture, per poi continuare in quello di Jean Patou, dove completa la sua formazione nell’alta moda.

Spirito inquieto, decide di iniziare un percorso indipendente e con la nascita del prêt-à-porter in Francia e in Italia inizia a collaborare con altre griffe come Krizia, Ballantyne, Cadette e Mario Valentino.Dal 1965 disegna come freelance per Chloé fino a realizzare l’intera collezione del brand.

E contemporaneamente la prima importante svolta: l’incontro e l’inizio della collaborazione a fianco delle sorelle Fendi, maison in cui rivoluziona l’estetica della loro linea di pellicce, creando il disegno dell’iconico marchio. Un sodalizio che dura ancora oggi: Karl Lagerfeld è il direttore creativo della maison romana insieme a Silvia Venturini Fendi.

Nel 1982 l’importante svolta: Lagerfeld viene chiamato dal presidente di Chanel Alain Wertheimer diventandone direttore artistico, responsabile del prêt-à-porter, dell’alta moda e delle linee di accessori.

Se il tocco di Karl trasforma in successi tutto quello che disegna, meno fortunata è il brand che porta il suo nome Karl Lagerfeld, che viene lanciato nel 1984 per poi essere congelato nel 1998, a causa dei troppi impegni. Poi il brand ha ripreso la sua strategia di espansione grazie ad alcuni azionisti, come la società francese d’investimenti Apax, Tommy Hilfiger e Fred Gehring, il patron della Tommy Hilfiger, fino alla partecipazione di PVH, gruppo americano che possiede i marchi Calvin Klein e Tommy Hilfiger.

Il brand – sempre diretto da Kaiser Karl – propone un guardaroba di capi classici senza tempo ma con un twist rock-chic distribuiti in 95 negozi monomarca in giro per il mondo.

Le passioni di Karl non erano solo collaborazioni moda ma si allargavano alla fotografia e ai video. Nel 2011 ha firmato il calendario Pirelli a tema Mithology, dove il suo occhio da esteta dà vita agli eroi e alle divinità del Pantheon greco romano attraverso scatti poliedrici. Sempre come fotografo ha firmato le campagne di Chanel per le cui sfilate progetta inoltre delle scenografie spettacolari: dal Chanel supermarket alla spiaggia artificiale dell’ultima collezione.

Prima di lasciarci, Kaiser Karl si divideva tra la direzione artistica di Chanel e quella di Fendi. Per la prima, la sua mission era di innovare rivisitando di stagione in stagione i pezzi divenuti iconici della maison, come i classici completi di lana bouclé con giacchino e gonna. Grazie alla sua verve creativa il marchio Chanel è stato proiettato nel nuovo secolo. Con Fendi invece l’attenzione era tutta sulla preziosità artigianale, con bozzetti che hanno rivoluzionato in primis le tecniche di costruzione delle pellicce, oggi colorate, intarsiate, laserate, rasate, reversibili, mixate a chiffon o a elementi in plastica.

La sua morte, datata 19 febbraio 2019,mi ha lasciato un enorme vuoto. Ero appena tornata da Parigi ed ero passata davanti a tutti i negozi di Chanel e al Gran Palais, raccontando come una guida turistica le sue imprese al mio fidanzato. Appena misi piede in Italia, lessi la notizia.

Iniziai a pensare a lui come ad un filosofo, un uomo che ha ispirato me ed una lunga serie di appassionati della moda e di un modo diverso di vivere la vita. Il Karlismo, la sua corrente di pensiero si basava su condurre una vita inseguendo i propri sogni e non quelli degli altri, concedendosi dei piccoli svaghi senza perdere dalla mente il proprio obbiettivo finale.

Pensava che la felicità si raggiungesse con tantissimi sforzi e con tanto sacrificio, cancellando e scavalcando le sfortune capitateci durante il nostro percorso. Si stufava troppo presto delle cose, proprio per questo cercava sempre l’innovazione non fermandosi davanti a niente. “La noia ci ucciderà” diceva.

Insomma, si era costruito un personaggio intorno a se stesso, che alla fine era la personalizzazione della sua filosofia di vita.

Come ogni genio che si rispetti aveva le sue piccole stranezze: beveva 10 bottigliette di Coca-Cola diet al giorno, aveva due case identiche a pochi metri l’una dall’altra, si lavava i capelli con uno shampoo particolare per renderli bianchissimi, portava sempre occhiali da sole neri ecc ecc..

Infatti, non mi sembró strano quando lessi la notizia che la sua gatta Choupette era stata inserita come parziale ereditiera del patrimonio dello stilista. Altra stranezza che lo distingueva, era la sua lingua lunga. Diceva quello che pensava senza filtri su chiunque gli passasse davanti! Recentemente su Twitter potete leggere una disputa tra la modella Cara Delevigne e l’attrice Jameela Jamil ,Qui vi linko l’articolo del Corriere della Sera

Per quanto riguarda le sue collezioni, il valore salirà vertiginosamente poiché, si sa, la morte del direttore artistico porta in hype tutte le notizie e le vendite del brand in questione. Se possedete una Chanel Vintage questo è il momento di venderla per accaparrarvi più soldini possibile, se invece volete acquistare qualche prodotto, lo pagherete di più. Se siete amanti del brand e non volete separarvi dagli ultimi pezzi disegnati da un grande artista, tramanderete un pezzo di storia ai vostri figli.

Collezionare questi oggetti preziosi richiede molto denaro, quindi non amareggiatevi se non potete permettervene uno, sicuramente tra poco sarà disponibile nei musei una mostra in onore di Karl e del suo contributo alla storia. Anche le pellicce disegnate da lui nutrono molta fama, poiché sono state oggetto di parecchie dispute e accuse da parte dei movimenti animalisti. Ecco, forse quelle perderanno valore😅Infatti, a proposito degli screzi con questi ultimi, non so se siete a conoscenza dell’aneddoto dove, Karl scampó ad un bel lancio di torta (di tofu) in faccia per un pelo, ma che colpì il suo collega.

Concludo questo articolo con un amato ricordo.

Ero a Saint Tropez a ferragosto. Gironzolavo per le stradine del centro per mano al mio fidanzato. Lui si giró, ignaro di quello che sarebbe successo, e mi disse :” Guarda quel signore come si è conciato!!”.

Mi girai ridendo. Nell’istante dopo rimasi paralizzata, non credevo ai miei occhi. Vidi un uomo dall’aspetto risoluto vestito in modo molto barocco: capelli bianchi raccolti in un codino, occhiali da sole nero alle 11 di sera, colletto della camicia altissimo e completo nero, ventaglio nella mano destra. ERA LUI, a pochi centimetri da me. Mi sorrise.

Addio Re della moda. 😎

Grazie

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München – il capodanno perfetto

München – il capodanno perfetto

Avete presente il capodanno perfetto?

Quello all’estero e non nella solita città, magari in un paese rinomato per i mercatini di Natale e per la birra, dove fa freddo ma non troppo. Quello con un hotel vicino al centro con tutti i confort ed una colazione favolosa. Quello con un cenone non troppo abbondante ma con abbinamenti ricercati e addobbato in modo accurato.

Quest’anno ho davvero fatto centro con la decisione di MONACO DI BAVIERA!

In questo articolo, vi racconterò: cosa, come e perché ho scelto questa destinazione e quali sono stati i luoghi che ho deciso di visitare.

Viaggio

Come sapete, spostarsi a Capodanno richiede un dispendio di soldi ed energie non indifferente. I prezzi dei voli salgono alle stelle, per non parlare degli hotel che raddoppiano il prezzo solo per quella notte. Quindi, Ho deciso per il viaggio la soluzione in treno e bus notturno..

Esatto! Era l’unica soluzione possibile per viaggiare in tranquillità ed a prezzi (sopra la media) accettabili. La compagnia tedesca (mi tengo ben lontana da quelle italiane dove se ne leggono di tutti i colori ) DB, una delle più famose della Germania, è stata più che soddisfacente in termini di organizzazione e di tempistiche.

Ve la consiglio se siete piuttosto avventurieri e se riuscite a dormire in spazi ristretti.

Nel mio kit di sopravvivenza ci sono sempre: mascherina, tappi per le orecchie, burro cacao, struccante istantaneo, melatonina e spazzolino tascabile con dentifricio! Lo uso per i viaggi avventurosi ed in Giappone è stato il mio salvavita.

Per quanto riguarda la sicurezza, state tranquilli! Non vi troverete nessuna faccia malintenzionata, ma italiani come voi che si fanno un giretto per il mondo. Ad ogni modo, dovete esibire il passaporto alla partenza, in caso contrario verrete lasciati a piedi.

Hotel

Sull’hotel non ho badato a spese scegliendo lo Sheraton. Questa rinomata catena, seleziona un personale professionale e super gentile. La colazione, il 1 gennaio, comprendeva ogni sorta di leccornia con orario prolungato fino alle 12:30, per lasciare il tempo ai festaioli di riprendersi. Le camere erano spaziosissime e dotate di ogni tipo di confort: perfette! Posizione centrale, ma non troppo vicino alla piazza principale dove ci sarebbero stati i fuochi d’artificio tutta la notte.

Cenone

Dopo un’accurata ricerca mi sono detta:” voglio passare un capodanno tradizionale bavarese”!

Così ho prenotato all’AUGUSTINER, una delle birrerie più rinomate di Monaco, che in uno stabile fuori dal centro città, aveva addobbato con gran cura, un salone appositamente per il Cenone .

Le portate erano ben impiattate, il gusto ricercato e la tavola ben imbandita! Dopo gli antipasti l’orchestra ha iniziato a suonare canzoni tipiche ( non ne sapevo neppure una) e tutti brindavano con boccali di birra alla mano!

E poi.. 3…2..1.. e fuochi d’artificio 💥

una serata indimenticabilmente divertente!

Per i prezzi, basta andare sul sito della birreria e cercare di inserire la lingua inglese o italiana! Troverete tutte le iniziative della birreria e del ristorante. Rimarrete sorpresi !

Città

Monaco non è grande come cittadina. Due giornate sono bastate a visitarla,anche se avrei voluto avere un giorno in più per gustarmi i negozietti e le bancarelle. Diciamo che la piazza principale è effettivamente il luogo più bello da visitare!

Vi consiglio di assaggiare le pietanze a disposizione nelle casettine natalizie ed i pretzel! Non fatevi scappare l’opportunità di visitarla durante le prossime vacanze natalizie.

E voi come avete passato il primo dell’anno? Preferite viaggiare o festeggiare a casa di amici ?

Se volete essere aggiornati sulle mie prossime avventure, seguitemi su Instagram e sulla mia pagina Facebook.

Buon 2019🌈

#hypestsales 🆘SALDI2019: le ultime gocce di moda🆘

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